Lo sterco del diavolo il denaro nel medioevo. Il denaro nel Medioevo 2019-01-25

Lo sterco del diavolo il denaro nel medioevo Rating: 5,2/10 327 reviews

Alda D’Eusanio contro ‘lo sterco del Diavolo’

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Alla fine del Duecento, quando il vescovo Bertrand de l'IsleJourdain in carica dal 1270 al 1286 ripropose la costruzione di una cattedrale, ad attirare i principali investimenti erano ormai le chiese degli ordini mendicanti, in particolare quella dei domenicani, detta dei giacobini, che per i tolosani rappresentò un'alternativa alla cattedrale. Nel 1291, «per la difesa del regno», venne decisa una tassa del «denaro per libbra» applicata a tutti i sudditi per la durata di sei anni. Tale privilegio è stabilito con precisione da un testo giuridico del 1262, noto come Constituto. Il Duecento è un secolo che vive quella che ho definito «discesa di valori dal cielo alla terra». Ogni operazione era soggetta a controlli, pesate e collaudi, e imponeva la tenuta di registri, la maggior parte dei quali non è purtroppo giunta a noi, da parte dei responsabili, o dei loro subordinati, e dei funzionari che rappresentavano l'autorità regia.

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Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo

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I giudei furono a lungo i principali prestatori di denaro alla gente comune indebitata, ma solo nel momento in cui vennero soppiantati da cristiani e confinati nel ruolo di usurai divennero l'incarnazione del volto malvagio del denaro. Nessuna delle due categorie, però, dimostrò continuità nel rendere disponibili risorse, lasciti e donazioni; si dovette dunque attendere fino agli ultimi decenni del Cinquecento perché la cattedrale di San Giovanni fosse finalmente ultimata. L'autore dice alcune cose con tutti i ma e se del caso più che altro appoggiandosi a sua volta a Un libro generico che parla di una cosa generica come il denaro. Molte città erano cresciute in riva ai fiumi, così, da Roma a Parigi, la costruzione ei ponti fu fin dalle origini uno dei principali obblighi dei poteri urbani, nonché una delle loro maggiori voci di costo. La salvezza è nel dono e nel sostegno ai deboli.

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Libro Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo

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Come già segnalato da Max Weber, tali nuove abitudini esprimono un certo grado di razionalizzazione della vita cristiana nel suo insieme; si tratta di un approccio adottato da monasteri, capitoli delle cattedrali, entourage dei vescovi e soprattutto dallo stesso papato prima che dagli ordini mendicanti, i quali da questo punto di vista innovano meno di quanto sostenuto da certi studiosi. Un esempio celebre è quello delle tariffe accordate agli anseatici dalla contessa di Fiandra nel 1252. La maledizione della condanna biblica ed evangelica del denaro non li ha ancora abbandonati. I borghesi, d'altro canto, assumono servitori e impiegati che ricevono lo stipendio in contanti, come ha ben mostrato Bronislaw Geremek relativamente a Parigi. Nel complesso, le città che disponevano di un contado lo sfruttarono a fondo: nel 1280 Pistoia imponeva ai suoi contadini un contributo finanziario sei volte maggiore di quello pagato dai cittadini. Nel 1273 il borgomastro di Provins fa portare dall'esterno delle condotte d'acqua nelle case e nelle strade; dieci anni dopo la città ottiene dal re il diritto di instai ire quattro nuove fontane a spese degli abitanti. Senza dubbio il suo potere deriva in primo luogo dal denaro che presta e dai rimborsi indebitamente maggiorati che esige senza alcuno scrupolo dai suoi debitori; ma la sua forza si regge anche su altre basi: Boinebroke dà lavoro, sia presso di lui che a domicilio, a operai e operaie «che paga poco, male o per niente», praticando il truck system, il pagamento in natura - il che, per inciso, dimostra che la vita economica e sociale non era ancora completamente monetarizzata.

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Libro Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo

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Ottone acquistò possedimenti, sovvenzionò la costruzione delle nuove mura di cinta a Lipsia, Eisenberg, Schatz, Weissenfels e Freiberg, nelle cui vicinanze si trovava un'importante miniera. Questi lombardi, presenti un po' ovunque in Europa occidentale, mantennero relazioni complesse e turbolente con i reali di Francia, determinati a ottenere il loro sostegno economico tutelando nel contempo il potere appena conseguito in materia finanziaria. Molto diffuso era il contratto di «commenda», chiamato anche societas marìs a Genova e collegantia a Venezia. Eppure, oggi il suo libro più studiato e apprezzato è proprio il De moneta. Lo storico nordamericano Henry Kraus ha dedicato a questo problema un bel libro, uscito nel 1979 con l'eloquente titolo Gold Was the Mortar. Come abbiamo visto per Parigi, o ad esempio per Ypres, la ripresa degli scambi incoraggia la realizzazione di un mercato coperto, spazio che non solo agevola le transazioni, ma arriva quasi a fare concorrenza alla cattedrale come immagine simbolica della città. L'autore si sofferma in particolare sul controllo che costui esercita sul popolino della città.

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Lo sterco del diavolo : il denaro nel Medioevo (Book, 2010) [himaswitch.com]

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La stessa fondazione delle università si situa all'interno del contesto intellettuale, economico e sociale che vive in termini problematici la crescente presenza del denaro nella cristianità medievale. Il denaro, sia chiaro, non è una cosa, non è un oggetto. Dopo Filippo il Bello si dovette ricorrere a una serie svalutazioni successive tra 1318 e 1330. La generosità di quest'ultimo era divisa tra gli stretti rapporti intrattenuti con il vescovo di Rouen, Eudes Rigaud, e la simpatia per gli ordini mendicanti. La maggior parte delle risorse finanziarie del sovrano proveniva dal demanio regio.

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Libro Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo

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Più avanti in Luca 12, 33 Gesù dice ai ricchi: «Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina». È a partire da tali atteggiamenti, che presumono uno stato sociale e una specifica collocazione all'interno del popolo cristiano, che bisogna chiedersi in che misura questa particolare lettura e applicazione degli insegnamenti della Chiesa apra uno spazio per il denaro, o se, per contro, esso vada considerato solo una componente della ricchezza, e non sempre chiaramente percepito. La produttività delle miniere di argento nell'Europa del Duecento non toccò i livelli che avrebbe raggiunto nei due secoli seguenti, ma fu migliorata da innovazioni tecniche provenienti soprattutto dalla Germania e talvolta diffuse direttamente da minatori tedeschi. Non solo i cellulari o i computer sono dispositivi infatti, ma anche le parti delle sentenze dei giudici, i piani di battaglia ecc. Il re e i suoi consiglieri provarono innanzitutto a imporre tasse se non regolari, almeno durevoli sulle transazioni commerciali.

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Rispetto alle nuove pratiche gestionali messe a punto tra 1360 e 1380, gli ordini mendicanti continuano a orientarsi verso quella che Max Weber ha chiamato «economia della salvezza». In ogni caso, a parte il caso dei preparativi di grosse operazioni militari, come durante la guerra dei Cento Anni, la monarchia non stilò mai previsioni finanziarie, prassi utilizzata solo da pochi centri particolarmente orientati all'economia e alla finanza - è il caso di Venezia, come dimostrato da Ugo Tucci. Un altro caso, sempre studiato da Jacqueline Carile, riguarda le spese per la realizzazione dei ponti. Il lavoro salariato urbano non si afferma per caso. Nel Medioevo il denaro, oltre a servire al commercio e agli scambi quotidiani, ha svolto un ruolo decisivo nell'aumento dei fab bisogni finanziari degli Stati nascenti.

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Lo sterco del diavolo. Il denaro nel Medioevo by Jacques Le Goff

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Ecco, ad esempio, quello che narra un manoscritto anonimo del Duecento: «Gli usurai peccano contro la natura pretendendo di generare denaro dal denaro, come un cavallo da un cavallo o un mulo da un mulo. Queste risorse monetarie, lo ha spiegato Roberto Sabatino Lopez, provengono dal commercio e dall'industria. Il valore delle monete dipendeva dalla combinazione di diversi fattori: la quantità di metallo prezioso, il rapporto di cambio con le altre monete e con la moneta di conto. Non aveva coniato che denari tornesi, ma si era nondimeno preoccupato di garantire alla sua moneta un corso privilegiato in Francia e aveva emesso una serie di misure relative alla circolazione monetaria - di cui fornisco un elenco basato sulle ricerche di Etienne Fournial. Alcuni tentativi di tornare a quella che veniva chiamata la «buona moneta» fallirono negli anni 1306, 1311 e 1313. I risultati emersi dal convegno Economie et religion hanno evidenziato che il Medioevo, al contrario di quanto sostiene Alain Guerreau, ha conosciuto il concetto di rischio e che gli stessi frati mendicanti lo hanno incluso, a determinate condizioni, nella loro visione dell'attività umana. Le prime vere nuove monete auree europee apparvero nel 1252 a Genova e Firenze: il genovino d'oro e il fiorino, recante impresse le immagini di san Giovanni Battista e del giglio.

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Lo sterco del diavolo : il denaro nel Medioevo (Book, 2010) [himaswitch.com]

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Quando, nel 1144, il conte di Tolosa fondò la nuova città di Montauban, stabilì che gli immigrati che erano in procinto di trasferirvisi avrebbero dovuto costruire a loro spese un ponte sul Tarn. La gabella sul sale introdotta nel 1341 dovette essere abolita nel 1356. Ovviamente il prestito implicava il pagamento di un interesse da parte del debitore. Nota: La disponibilità prevista fa riferimento a singole disponibilità. L'argento europeo finanziava così il commercio di beni orientali su lunghissime distanze.

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STERCO DEL DIAVOLO. IL DENARO NEL ~ Sguardo Sul Medioevo

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A Tolosa nel 1332 c'erano 177 macellai su circa 40. Il possesso e lo sfruttamento delle miniere fu l'oggetto di innumerevoli discordie. Nella Bruges di inizio Trecento esistevano tre tipi di aides, detti anche maltótes, «esazioni», letteralmente «prelevate a torto»: del vino, appaltato a dei cambiavalute, della birra e dell'idromele. La diffusione del denaro ha stimolato il ricorso alla scrittura e alla contabilità, e non è un caso se nel Duecento si assiste a una proliferazione dei manuali di aritmetica. In Inghilterra l'emissione del primo grosso dovette aspettare il 1350. Essi ricevevano anche ricompense per il salvataggio di marinai e mercanti in caso di naufragio.

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